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Immigrazione clandestina, una storia senza fine.

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Sessantasettemila persone via mare e altre 10mila via terra. Sono i numeri dell’immigrazione irregolare arrivata in Italia nel 2021 e analizzati nella Relazione dell’intelligence presentata ieri al Parlamento. Un flusso continuo, aumentato lo scorso anno soprattutto lungo la rotta dei Balcani. La rotta del Mediterraneo, però, si conferma quella più utilizzata per arrivare in Italia e quindi in Europa. In testa alla classifica delle nazionalità dichiarate al momento dello sbarco, ci sono i tunisini con 15.671 arrivi nel 2021. A seguire egiziani (8.532), Bangladesh (7.824) e iraniani (3.915). Secondo l’intelligence, «instabilità politica, conflitti armati, incremento demografico, cambiamento climatico, precarie condizioni socio-economiche ed effetti della crisi sanitaria da Covid-19 hanno inciso, quali fattori di innesco, sull’andamento dei flussi dell’immigrazione irregolare in direzione dell’Italia. Fenomeno che ha fatto registrare un trend incrementale per tutto il 2021 rispetto a quanto registrato nel 2020». Il covid, quindi, non ha fermato l’immigrazione che arriva sulle nostre coste. Gli 007 hanno tracciato le rotte del traffico di esseri umani e le organizzazioni criminali che lo gestiscono. Nel Mediterraneo centrale «si sviluppano prevalentemente i flussi di migranti in partenza dalle coste libiche e tunisine», spiega la Relazione.

In Libia, i servizi segreti hanno evidenziato l’esistenza di «sinergie operative tra network criminali libici, formazioni tunisine ed espressioni criminali dei Paesi di provenienza dei migranti, segnatamente, con trafficanti di nazionalità bangladese, etiope, eritrea, egiziana e sub-sahariana». E questi network gestiscono l’intera filiera del traffico, «dai Paesi di origine alle aree di imbarco, attestate principalmente nella zona costiera a Ovest di Tripoli e, segnatamente, nelle aree di Zawiyah, Zuwarah, Sabratah, Abu Kammash e Tripoli, fino a ricomprendere la porzione di territorio al confine tunisino». Dalla Libia partono in prevalenza bangladesi, egiziani, eritrei e marocchini. Mentre dalla Tunisia il flusso e autoctono e gestito da consorterie criminali indipendenti, «perlopiù composte da soggetti di nazionalità tunisina, specie per quanto attiene all’area di Sfax da cui è salpato un significativo numero di imbarcazioni dirette in territorio nazionale». I barconi che arrivano a Lampedusa partono prevalentemente da Sfax e Medenine, mentre le imbarcazioni che partono da Nabeul, Mahdia e Biserta raggiungono prevalentemente le coste della Sicilia sud-occidentale, con imbarcazioni di piccola dimensioni in grado di sfuggire al dispositivo di controllo nazionale e dando vita agli «sbarchi fantasma».

Estratto da: Il Tempo – Francesca Musacchio – 01 marzo 2022

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