Per Strega si intende generalmente una persona di sesso femminile dedita a pratiche e rituali magici. «Strega» è tuttavia anche il nome che gli esponenti della cultura pagana danno a se stessi: questo termine non è quindi sempre usato in senso negativo, ma a volte è impiegato anche per definire uno studioso di erbologia, cristallomanzia e stregoneria.
Secondo le credenze diffuse in varie culture, le streghe sarebbero state dedite alla pratica della magia, soprattutto popolare, e dotate di poteri occulti che sarebbero derivati loro dall’essere in contatto con il maligno o comunque con entità soprannaturali. Queste donne (perché si è trattato per lo più di donne) avrebbero usato tali poteri quasi esclusivamente per nuocere alle persone e alle cose e talvolta per opporsi all’intera società umana. Per alcuni secoli molte persone sono state oggetto di persecuzione da parte della Chiesa quando in loro venivano individuate le caratteristiche attribuite alle streghe.
La stessa idea dell’esistenza delle streghe fu messa in discussione, nella metà del XVIII secolo, dallo studioso trentino Girolamo Tartarotti, che giudicò infondate le teorie sulla stregoneria, e frutto di superstizione piuttosto che di logica, di indagine scientifica e ortodossia cattolica.
Figure equivalenti a quella della strega, anticamente anche lamia, sono chiamate fattucchiera, maliarda, incantatrice, e in riferimento all’età avanzata megera e befana.